Frauen der Künste und der Wissenschaften

Michela MurgiaSchriftstellerin und Aktivistin

Schriftstellerin und Aktivistin (1972–2023)

Wikimedia Commons, festival della mente 2018
Wikimedia Commons, festival della mente 2018

Michela Murgia (1972–2023) war eine italienische Schriftstellerin, Essayistin und Aktivistin, die sich stets für die Rechte der Frauen und Homosexuellen einsetzte. Unermüdlich hat sie der italienischen (patriarchalen) Gesellschaft den Spiegel vorgehalten: So beschreibt sie in ihrem ersten Buch «Il mondo deve sapere» («Die Welt soll wissen», 2006) ihre Erfahrungen in einem Callcenter. Sie hatte sich dort einstellen lassen, um die herabwürdigenden Strukturen innerhalb des Callcenters aus Sicht der Angestellten beschreiben zu können. Die Mitarbeiterinnen und Mitarbeiter wurden manipuliert und darauf getrimmt, möglichst viele der sogenannten «Super Staubsauger» am Telefon zu verkaufen. Die Ironie bzw. der Zynismus liegt auch in der Tatsache, dass keine/r der Mitarbeitenden das Gerät je gesehen hat, dieses aber anpreisen und verkaufen sollte.

Michela Murgia schrieb nicht nur witzig und ironisch, sondern auch über wichtige und schwere Themen, wie z.B. die Sterbehilfe in «Accabadora» 2009 oder die faschistische Sprache. Sie setzte sich intensiv mit den Begriffen «Familie» und «Mutter» auseinander, bzw. deren enggefassten Definitionen und wie diese in der (italienischen) Gesellschaft nach wie vor verankert sind.

Am 10. August 2024 jährt sich ihr erster Todestag. Mehr denn je sind ihre Gedanken zur Diskriminierung von LGBTQIA+ und Frauen aktuell und wichtig.

Era il settembre del 2011 e mi trovavo a Cabras in Sardegna, luogo di nascita di Michela Murgia. L’anno prima aveva vinto il Premio Campiello con «Accabadora», storia di una bambina, data in custodia a una zia seguendo la tradizione del fillus de anima, una forma di adozione concordata tra il genitore biologico e quello adottivo. La storia mi aveva toccato non solo per questo tema, ma anche per l’argomento delicato e importante dell’eutanasia. Infatti la zia è un’accabadora e di notte, di tanto in tanto, aiuta chi ne ha bisogno a morire. Inoltre, come tutti i testi di Michela Murgia, mi ha coinvolto sin dall’inizio grazie alla lingua chiara e nitida. Prima di «Accabadora» avevo letto «Il mondo deve sapere» del 2006. Di questo saggio scritto a mo’ di diario, mi piaceva l’ironia e soprattutto il coraggio di aver denunciato il lavoro precario e pesante degli impiegati nei callcenter. Quella mattina del 2011 mi trovavo quindi davanti alla porta di casa sua che ero riuscita a trovare chiedendo in giro dove abitasse la premiata del Premio Campiello. Purtroppo quel giorno non c’era, era andata in tour per il suo libro, mi raccontò un vicino. Negli anni successivi ho seguito i suoi discorsi e pensieri sulla figura della donna a cui purtroppo troppo spesso viene attribuito un ruolo tradizionale e discriminante: donna di casa, con figli da crescere, senza opinione propria e soprattutto donna ubbidiente e sorridente, come spiega l’autrice nel saggio «Stai stizza e nove frasi che non vogliamo sentire più» del 2021. Michela Murgia riusciva a nominare ingiustizie in maniera chiara e concisa e a trovare nuove parole per descrivere il futuro che verrà “perché”, scriveva in «Ricordatemi come vi pare», uscito postumo nel 2024, “non può piovere fascismo per sempre”. Con questo libro e questa speranza mi congedo da voi e dalla biblioteca di Rapperswil-Jona, che lascerò alla fine di giugno.

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Wir möchten Frauen und ihrem künstlerischen Werk mehr Präsenz einräumen und ihr Schaffen sichtbarer gestalten. Dabei geht es in erster Linie um ihr Werk, welches in Form eines Porträts auf unserer Webseite beschrieben und interpretiert wird. Ab Januar 2024 hat das bestehende Format «Frauen der Künste» eine Ausweitung auf den Bereich der Wissenschaften erfahren. Den neusten Beitrag zu «Frauen der Künste und der Wissenschaften» präsentieren wir am ersten Freitag des Monats im Newsletter und auf unserer Webseite.

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